IL LEGGENDARIO DIABOLICO-STREGONESCO ALPINO. L’ambito Valdese: un primo abbozzo di ricerca

Lo studio delle espressioni narrative popolari è assai vasto, in quanto appare difficile, per certi versi, delimitarne l’ambito. Infatti, se cerchiamo di cogliere i differenti significati dei generi popolari, ci rendiamo subito conto di quanto possano divergere definizioni e loro ampiezza.

Cosa si intende, ad esempio, per leggenda e cosa, eventualmente, la distingue dalla fiaba, dalla favola, dalla novella o, ancora, dal mito, dall’exemplum, dalla saga, dal märchen, ecc.?

Per tutti o quasi, trattasi di generi diversi relativi alla cosiddetta narrativa popolare o folclorica, inizialmente orale e in seguito scritta, vale a dire di modalità diverse di espressione di temi, strutture o motivi legati, per un verso o per l’altro, al popolo, sia che provengano direttamente dalla elaborazione popolare ovvero che, dopo essere state elaborate in ambienti colti, siano state recepite dal popolo (contadini, cittadini, montanari, ecc.). Da questo punto di vista, i gialli o gli «Harmony» o altra letteratura «di genere» (la fantascienza, la fantasy, quella erotica, l’horror, ecc.) possono essere considerati, per quanto in modo diverso, narrativa popolare (naturalmente scritta).

Si è parlato di generi narrativi popolari, nel senso che gli studiosi non sembrano in grado di fornire una definizione precisa e univoca delle differenze che esistono nel campo della espressione narrativa orale (e, per certi versi, scritta), intesa come trasmissione a qualcuno da parte di qualcun altro di un particolare messaggio o contenuto comunicativo detto storia.

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